Più l’auto è necessaria perché mancano trasporti alternativi e più è pesante l’impatto dei ricari. Il conto arriva alla pompa ma non pesa allo stesso modo dappertutto. É il Mezzogiorno a pagare il conto più salato della crisi dei carburanti. Non in numeri assoluti, ovviamente, visto il minore parco auto circolante rispetto al resto d’Italia, ma in termini percentuali sì.
Partiamo dal dato nazionale. Nel 2026 famiglie e imprese italiane rischiano di spendere 13,6 miliardi di euro in più per benzina e gasolio rispetto al 2025. Significa un incremento del 20,4%, poco più di 1,1 miliardi al mese: 19,6% nel Nord Ovest, 20,7% nel Nord Est, 20,1% nel Centro e 21,1% al Sud. È la stima dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, elaborata a parità di consumi e ipotizzando che i prezzi restino sui livelli osservati negl…




