Il battage mediatico annuncia come “imminente” la fusione nucleare. Tra tre anni, invece, è prevista l’accensione del primo plasma nel tokamak di ITER, la macchina toroidale (a forma di ciambella) i cui magneti superconduttori servono a confinare i nuclei di idrogeno riscaldati fino a 100 milioni di gradi.
Alcuni mesi fa, l’annuncio riguardava invece l’uso del torio in alcuni tipi di reattori nucleari. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha annunciato l’avvio di test su un combustibile nucleare a base di torio. Questo “nuovo” combustibile, denominato ANEEL (Advanced Nuclear Energy for Enriched Life), sarebbe, stando alle scarne informazioni disponibili, “una combinazione di torio e uranio a basso arricchimento (HALEU) ad alto dosaggio. Può essere utilizzato nei reattori CANDU e in altri modelli di reattori ad acqua pesante pressurizzata”.
È, in buona sostanza, il riciclaggio del combustibile nucleare usato dai reattori di ricerca di proprietà del governo, e non solo, per recu…


