di Erasmo Venosi
Fisico, già vice presidente della Commissione AIA del Ministero dell’Ambiente, componente del gruppo scientifico Energia e Clima del Parlamento Europeo e consulente di ClientEarth per la Centrale Federico II di Brindisi
Il 23 settembre 2026 passerà alla storia della politica energetica italiana come il giorno dell’illusione per legge. Con l’approvazione definitiva al Senato del disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile, il Parlamento ha concesso al Governo dodici mesi di tempo per redigere i decreti legislativi che dovrebbero normare il ritorno dell’atomo in Italia. La macchina della propaganda politica e una stampa troppo spesso appiattita sulle veline ministeriali hanno immediatamente attivato una narrazione trionfalistica: si parla di svolta epocale, di sovranità energetica e di piccoli reattori modulari (SMR) di ultima generazione pronti a salvare il Paese dalla transizione ecologica. Iscriviti gratis per ricevere nuovi post

